Articolo pubblicato il 5/6/'10 su "Il Giornale di Reggio - SETTIMANALE"
di Roberto Tegoni
DUE anni di serie B possono bastare. La Cosmo Haus Rugby Reggio torna in serie A2 grazie alla larga vittoria nella partita d’andata (27-12) e alla sconfitta di misura del ritorno (31-24) nei play off contro il Grande Milano. Una stagione sempre al vertice assieme a Modena e Romagna, quest’ultima arrivata seconda “sul campo”, ma penalizzata per inadempienze nel settore giovanile. Quella del Rugby Reggio, resta comunque una promozione strameritata. Le due partite dei play off hanno dimostrato come la squadra allenata da coach Stefano Mari abbia giocato con maggiore intensità.
Per l’occasione, abbiamo intervistato la colonna dei rossoneri, Cristian Bezzi, che dopo anni passati tra Nazionale e Viadana in Top Ten, a 34 anni è tornato “all’ovile”, a casa sua.
Christian, innanzitutto complimenti…
“Grazie, siamo contentissimi”.
L’avete fatta grossa…
“Diciamo che abbiamo chiuso bene la stagione...”.
Lo ringraziamo il Romagna per il super regalo che vi hanno fatto?
“Beh, io dico che saremmo arrivati comunque ai play off, dato che il secondo posto l’abbiamo perso solo all’ultima partita col Modena, quando si sapeva già che il Romagna sarebbe stato penalizzato. Abbiamo dimostrato di essere più forti andando anche a stravincere sul loro campo (del Romagna, ndr) e alla fine ci siamo, diciamo rilassati per preparare la fase finale”.
Possiamo dire che la promozione in serie A era un risultato inaspettato ad inizio anno?
“Assolutamente sì. A settembre nessuno se la sarebbe aspettata, poi è chiaro che l’appetito vien mangiando e un po’ alla volta ci credi sempre di più”.
Personalmente, quando hai cominciato a crederci?
“Quando vedi che vinci bene e inizi a capire come sono i giochi, è naturale farci un pensiero. Ci siamo resi conto che le candidate eravamo noi, il Romagna e il Modena”.
C’è stato invece un momento in cui hai perso le speranze?
“Dopo la sconfitta con Mantova, alla quale arrivavamo da un periodo in cui giocavamo male. In quei momenti ho pensato che l’avessimo buttata via, poi ci siamo rimessi in carreggiata, i risultati arrivavano e ci abbiamo creduto. Poi è arrivato il regalo del Romagna, e quindi abbiamo cominciato a controllare, amministrare le forze, fare esperimenti senza l’assillo di fare 5 punti a partita”.
Una squadra, la vostra, molto giovane…
“Molto giovane, ma che è cresciuta di partita in partita. La squadra si è cementata ed è cresciuta molto tecnicamente, grazie al lavoro di Stefano Mari. I ragazzi giovani sono talentuosi e hanno voglia di ascoltare”.
Qual è stato il giovane che ti ha più colpito?
“Per me la sorpresa è Torlai, non scopriamo niente: è migliorato in maniera esaltante ritagliandosi un ruolo da titolare inamovibile. Poi penso anche a De Luca, a Mimmo Carbone che da centro è passato apertura…”.
La svolta del campionato però l’ha data anche un mediano di serie A come Bricoli, o no?
“Ci ha dato tanto ritmo e continuità. Ci ha dato una grossa mano come tutti i ragazzi di Parma che per me sono ragazzi di Reggio. Hanno portato tanta voglia e si è creato un bel gruppo”.
Parliamo un po’ dell’allenatore, Stefano Mari…
“Partirei dalla persona, sempre sincera, nel bene e nel male. Come allenatore è molto competente e si focalizza molto sui fondamentali avendo ancora quest’impronta del settore giovanile. E fa bene, perché sono questi particolari che ci hanno fatto fare il salto di categoria”.
Pensi che per la serie A questa squadra debba essere rinforzata?
“Sinceramente penso che tra Federazione, Celtic League, discorso stranieri, ci sarà un livellamento verso il basso perché tanti italiani verranno assorbiti dalle varie franchige e in seguito dalla Top ten. Non ci sarà una grande differenza tra alta serie B e serie A2”.
Quindi i giovani potranno continuare a dare una mano?
“I giovani dovranno crescere e Reggio per i prossimi 10 anni non dovrà comprare giocatori per ruoli che sono già coperti: hanno appena cominciato il loro percorso”.
C’è da augurarsi che la società continui su questa politica giovanile…
“Penso che Reggio abbia fatto tesoro della storia passata. Lo stesso Giorgio (Bergonzi, presidente del Rugby Reggio, ndr) più volte ha ribadito di non dilapidare quanto di buono si può trovare in casa”.
E il futuro di Cristian Bezzi? A 35 anni puoi ancora dare qualcosa…
“Non lo so… Invecchiando diventa sempre più dura giocare. Devo valutare ancora (sorride, ndr)”.
Ma da che parte “pendi”?
“In questo momento mi voglio solo riposare, è stato un periodo molto duro…”.
Come siete stati accolti a Reggio dopo la partita di Milano? C’erano due pullman al seguito…
“Eh, ci siamo divertiti, abbiamo fatto una grande festa dopo un anno di lavoro. Non pensavo mai di avere così tante persone al seguito, una bella cornice. E’ tutto merito dei ragazzi”.