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Renato ballabeni

Dapprima lasciati ai margini dei piani societari, a inizio campionato; poi lontanamente immaginati possibili; quindi inseguiti, e caparbiamente, a lungo, quando sembrava che la classifica li dovesse negare; infine conquistati. Eccoli finalmente qui, i play-off. E così il rugby è il terzo sport di squadra, assieme a calcio e basket, a raggiungere la soglia della promozione in questo anno felice per il movimento sportivo reggiano. E  oggi, campo della Canalina (calcio d’avvio alle 15,30), quella soglia cercherà di varcarla. A contrastare i sogni di promozione del Cosmo Haus sarà il Grande Rugby Milano, società di recente costituzione ma erede del tradizionale movimento rugbistico meneghino, avendone accorpato diverse formazioni dal glorioso passato. Uno sguardo alla classifica finale del loro girone, ci dice che il Rugby Milano ha letteralmente dominato la fase regolare della stagione, vincendo 20 incontri su 22 e mettendo a segno una media di 5 mete a partita. Ci sarebbe dunque da preoccuparsi, se non fosse che questa è la normale legge dei play-off: in finale arrivano solo le formazioni più forti. E tra queste c’è il nostro Cosmo Haus. Che, casomai, qualche piccolo guaio se lo ritrova in casa, servito sotto forma di infortunio (distorsione alla caviglia) per Andrea Torlai, una delle più belle sorprese di questo campionato. “Rambo” dovrà così seguire forzatamente la partita dalla tribuna del “Salvarani”. Per il resto, Stefano Mari potrà invece contare sull’intera rosa titolare, preannunciando questa formazione: Mora ad estremo, Grassi e Cocconcelli alle ali, Puglia e Negrete centri, Carbone e Bricoli la coppia di mediani; in terza linea Luca Marchini prende il posto di Torlai, trovandosi accanto De Luca e Perrone; riconfermate la seconda, con la classica coppia Bezzi – Delendati, e la prima linea, con Lanfredi e Lanzano piloni, a sorreggere capitan Riccardo. Pronti ad essere della partita: Mattioli, Corradini, Esposito, Villani, Barigazzi, Russotto e Tanzi. In quella che si preannuncia, comunque vada, come una grande giornata di rugby, si inserisce poi una nota capace, ne siamo sicuri, di inumidire qualche ciglio: per Matteo Puglia, classe ’72, esordio in prima squadra nel lontano ’91, venti ininterrotte stagioni tutte giocate in maglia rossonera (un record? La fallibile memoria del cronista riesce a pensare solo al nome di Sergio “Chiuzzo” Vecchi, titolare di una simile, se non più lunga, striscia), quelle di oggi saranno le ultime sgroppate sull’erba della Canalina. Perchè anche per il ragazzo di Arceto, innamoratosi del rugby al primo colpo, tanto attaccato alla squadra e al suo presidentissimo Giorgio Bergonzi da frequentarlo anche fuori campo, finendo col conoscerne la figlia Simona, innamorarsene e quindi, ancora tutto d’un fiato, sposarla, è venuto il tempo, ineludibile, dell’addio. E come accade per ogni buon pensionamento che voglia considerasi tale, gli amici già si stanno chiedendo quale possa essere il miglior regalo: qualcuno dice il solito orologio d’oro, altri propendono per una crociera per due. E se invece facessimo una bella promozione in A? Che poi, magari, ci ripensa.

 

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