paolo creato 28 febbraio 2010 22.08
Cosmo Haus = Mora, Grassi (78’ Marchesi), Puglia, Tanzi, Cocconcelli, Carbone, Bricoli, Hidalgo, Perrone, De Luca, Bezzi, Delendati (69’ Esposito), Riccardo (12’ Lanzano), Maccieri, Lanfredi. All.: Stefano Mari
Unione Rugby Capitolina = Troilo, Scalzo P., Spazzolini, Scalzo G., Curti, Matteoli, Bernardi, Battisti, Menichella (48’ Actis), De Michelis, Capri, Martire, Rodà, Polioni, Bilotta. All.: Massimiliano Corvi
Marcatori: 22’ meta Carbone tr Mora; 36’ cp Mora; 37’ meta Menichella nt; 41’ meta Troilo nt; 55’ cp Mora; 61’ meta tecnica per Reggio tr Mora; 69’ cp Mora; 80’ meta Actis tr Troilo.
Punti classifica: Reggio 4, Capitolina 1.
Per i laziali della Capitolina quella di ieri, sul rettangolo di gioco della Canalina, era l’ultima spiaggia. Per i rossoneri reggiani guidati da Stefano Mari si trattava invece di riuscire a cancellare, in virtù di una vittoria, e con un bel tratto di penna, il nome dei laziali dall’elenco delle inseguitrici. Aspirazioni opposte dunque, la cui concretizzazione è riuscita ai nostri; ma quanto all’andamento della gara, non si è trattato certo di una strada in discesa. Cominciamo col dire che quello di ieri è stato il più bel incontro visto quest’anno sul campo di via Assalini: di fronte due squadre che, per situazioni diverse, sono arrivate ad esprimere il meglio di se stesse proprio in questa seconda parte di campionato. Basti ricordare che i laziali, partiti con cinque sconfitte consecutive, avevano poi man mano raddrizzato la rotta fino ad arrivare a contrastare il terzo posto proprio ai nostri rossoneri; i quali, a loro, volta, hanno trovato la quadratura del cerchio del posizionamento perfetto delle varie pedine solo da poco, con l’arrivo da Parma del mediano di mischia, l’ottimo Bricoli, e con l’arretramento ad estremo di Pier Paolo Mora. Avendo dunque messo a punto entrambe i propri moduli di gioco, ne è scaturito un rugby brioso, piacevole, a viso aperto. Alla fine si è imposta la formazione più volitiva, più generosa, più lottatrice; quella che meglio ha saputo concretizzare le occasioni di segnatura; e tuttavia non perfetta. Analizzando infatti la partita, ne scaturisce un impensabile paradosso: per la Cosmo Haus l’arma vincente dell’incontro si è rivelato il pack di mischia, cioè proprio quello stesso reparto che, negli stessi ottanta minuti di gioco, ha palesato invece carenze basilari in uno degli aspetti fondamentali della conquista del pallone: la touche, la rimessa laterale. Ieri, nel primo tempo, ne abbiamo contate quattro consecutive, su nostra rimessa, finire in mani avversarie; con un totale finale superiore al cinquanta per cento: percentuali inaccettabili, quando si aspiri a vincere. La partita: dopo un tourbillon iniziale di parte laziale, che fortunatamente non porta a marcature, è la Cosmo Haus a passare per prima con l’apertura Carbone che finalizza in meta una bella avanzata del pacchetto di mischia; trasforma Mora. Lo stesso che al 36’ mette tra i pali un facile calcio di punizione portando così i nostri sul 10 – 0. Ci si immagina che sia il risultato col quale si andrà al riposo. Ma, proprio sul calcio di rinvio seguito alla trasformazione reggiana, i nostri non si intendono, lasciano rimbalzare il pallone a terra, questa finisce proprio nelle mani di un’ala laziale, la quale non ha difficoltà a liberare in meta la terza linea Menichella. Si riparte così, dopo il riposo, dal 10 – 5, e al primo minuto, mentre ancora qualcuno in campo si sta chiedendo come sia stato possibile essere tanto grulli, la frittata viene nuovamente servita con i nostri praticamente immobili ad osservare l’estremo Troilo filarsene in meta. Ed ecco svanito, in due minuti di obnubilamento generale, tutto il vantaggio fin lì accumulato. Ma di qui in poi esce la Cosmo migliore, quella che comincia a macinare gli avversari con la forza del pacchetto di mischia; fino ad ottenere, dopo un “carretto” di una ventina di metri, una meta tecnica per somma di falli avversari. Solo a tempo ormai scaduto la meta di Actis riporta il punteggio a dimensioni più eque. Ma a questo punto c’è solo il tempo per il sospirato triplice fischio finale e per il lunghissimo abbraccio tra le maglie rossonere.