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di Roberto Tegoni

COME è consuetudine, ogni fine anno solare si stilano i bilanci. E tra queste colonne vogliamo farlo del Rugby Reggio, società cittadina della palla ovale. 

LA “A” SFIORATA

Il 2009 che si è chiuso si può dire che sia stato un anno fortunato per il club rossonero: Se è purtroppo vero che in primavera, la promozione in serie A è sfuggita per un pelo contro le Fiamme Oro Roma, le soddisfazioni vengono dal fatto che questo risultato sia stato ottenuto grazie ad una squadra imbottita di giovani giocatori under 19, lanciati per la prima volta nell’universo della prima squadra. Per larghi tratti del campionato scorso, l’allora Exagerate guardò dall’alto della prima posizione le altre compagini del girone.
Ma alle prime idi di primavera, la formazione reggiana cedette il passo a Modena e si dovette accontentare del secondo posto finale, che garantì ai ragazzi di mister Laneri il pass per i playoff contro la formazione capitolina, giunta prima all’ultima giornata nell’altro girone. Perse entrambe le partite con pochi punti di differenza, il club rossonero si congedò dai suoi tifosi con la splendida notizia dell’entrata nel girone d’elite della formazione under 17 (ora under 18), in compagnia della già collaudata under 15 (under 16). Un risultato strabiliante per la piccola società rossonera. 

RIVOLUZIONE

Dal quel 24 Maggio, giorno del 20-12 delle Fiamme Oro che spalancò ai romani le porte della serie A, di cose ne sono cambiate parecchie. A cominciare dal main sponsor: infatti, dopo cinque anni “onorata carriera”, il marchio Exagerate lascia il petto dei giocatori reggiani, per far posto ad un’azienda che anno dopo anno ha poggiato sempre più intensamente il suo sguardo sul rugby, cioè Cosmo Haus.

Sotto il profilo tecnico, invece, l’organico della prima squadra, dopo questo avvicendamento sulle maglie ma soprattutto sul budget della società, subì un forte ridimensionamento. Fuori i “senatori”, dentro un esercito di giovani leve. In più, dobbiamo anche considerare il cambio in panchina: via quel grande stratega di Umberto Laneri e sotto con Stefano Mari, anch’egli emergente tecnico della palla ovale, alla prima esperienza alla guida di una prima squadra. Il tutto con l’obiettivo della salvezza nel tentativo di poter dire: il Rugby Reggio è ancora vivo.

 

IL PRESIDENTE

Per meglio ripercorrere quelli che sono stati i trascorsi del 2009 che si è chiuso, abbiamo interpellato il presidente del Rugby Reggio, Giorgio Bergonzi che già più volte ha espresso soddisfazione per l’anno sportivo scorso e l’attuale, arrivato alla pausa natalizia con un terzo posto insperato ad inizio stagione.

Presidente, partiamo dalla fine della passata stagione sportiva: la serie A toccata con un dito…

“Abbiamo fatto una bella figura, sia nel nostro girone che contro un forte avversario come le Fiamme Oro Roma. C’è stato dispiacere, ma alla fine il nostro obiettivo principale è stato raggiunto: siamo riusciti a lanciare tanti giovani del nostro vivaio in serie B, quindi la soddisfazione è massima”.

In squadra sono emersi 4-5 giovani giocatori niente male.

“Sì, e tutti under 19. Sono ragazzi che sono maturati tantissimo. Quest’anno siamo riusciti ad aggiungerne tanti altri e in futuro saranno sempre di più. Avremo una bella squadra di reggiani con grandi capacità tecniche”.

Diciamo che il momento di crisi economica vi ha “aiutati” in questo…

“E’ una situazione economicamente difficile. Dobbiamo contenere i costi che comunque restano ancora elevati.  Ma la nostra è una società sana che si prefigge l’obiettivo di non fare il passo più lungo della gamba. Abbiamo 3 giovani nel giro della Nazionale- Odiete, Perrone e Torlai-  e ciò ci riempie di orgoglio”.

Quanto ha pesato l’uscita di Exagerate come main sponsor?

“Ha spaventato un po’ tutti, però al contempo abbiamo recuperato alcuni sponsor più piccoli e Cosmo Haus ha aumentato il suo già grande peso specifico”.

In estate, quindi, c’è stata una mezza rivoluzione tecnica…

“Se ne sono andati tutti i “senatori” tranne Matteo Puglia, Michele Coppola e Gennaro Riccardo. Per fortuna i buoni rapporti che abbiamo con Parma hanno fatto sì che la società ducale ci prestasse qualche suo giocatore da valorizzare. Cortesi, gli argentini e i senatori sono andati per via di un’operazione di ridimensionamento a cui non potevamo dire di no. Certo, un po’ a malincuore, ma d’altra parte abbiamo la possibilità di far crescere i nostri giovani”.

Anche l’allenatore Umberto Laneri è stato sostituito per motivi economici?

“Sì, ma siamo contentissimi del lavoro che sta facendo Mari; un’ottima persona e un bravo mister. Con Laneri è rimasta una buona amicizia”.

Ora la squadra è terza. Un risultato insperato?

“Noi miravamo alla salvezza tranquilla, ma ora che siamo lì ce la giochiamo. Staremo a vedere. Certo è che se i nostri baby, come Carletti e Torlai, continuano a crescere come stanno facendo, faremo della strada. Il terzo posto non ce lo aspettavamo, però sappiamo le potenzialità dei nostri giocatori. Ripeto, staremo a vedere”.

La realizzazione del campo in sintetico è stato un bel colpo per la vostra società.

“Certamente, e ci permetterà un’evoluzione tecnica anche a livello giovanile. Vorrei ringraziare l’amministrazione comunale e la Fondazione per lo Sport che hanno reso possibile la creazione di un polo così ben attrezzato”.

In conclusione, cosa ti auguri per il 2010?

“Mi auguro di confermare le cose buone fatte nel 2009 e, perché no, qualche risultato migliore in più. Speriamo che il nostro movimento cresca ancora. Faccio anche gli auguri di buon anno a tutti e invito chi ancora non l’ha fatto a venire alla Canalina a vedere una partita di rugby. Non se ne pentiranno”.

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