Ritorna a : News»Societa'
Archivio News Riduci
31

Tra un botto e un brindisi, è tempo di bilanci. La Cosmo Haus fa i suoi e, tirate le somme,e fatta pure la verifica del nove, si accorge che le cose stanno andando davvero bene per il rugby reggiano. Al raggiungimento dei play-off, a maggio, va infatti sommato l’attuale terzo posto della classifica nazionale di serie B, probabile e perfetto trampolino di lancio per spiccare nuovamente il balzo verso la serie superiore.
E se questo scalda i cuori della Premiata Ditta Giorgio Bergonzi & C., c’è poi un altro fattore che tende a inorgoglire i petti in via Assalini: tutto il movimento reggiano presenta numeri in crescita, a partire da quel settore giovanile che, da anni, pone la società reggiana ai vertici in regione.
Appare doveroso allora ricordarli i vari artefici di queste fucine di (piccoli) uomini e (forse un dì grandi) rugbisti: partendo dalla under 6 e dalla under 8 delle quali si occupa la professoressa(in fieri)-allenatrice-mammachioccia Stefania Giansoldati. Un gradino appena stanno gli under 10 affidati ad Alessandro Lasagni. Tocca poi a Charlie Commisso mettere ordinatamente in campo gli under 12. E fin qui stiamo parlando di un tipo di attività prevalentemente ludica, che giustamente, per scelta federale, non si esprime in campionati ma in raduni domenicali a tre o più squadre, e che mette la funzione educativa al primo posto tra i suoi obiettivi.
Partendo invece dall’under 14, affidata alle cure di Gianluca Guareschi, si comincia a parlare di campionati veri e propri; e qui i responsi a fine girone d’andata dicono che i nostri si comportano con onore, veleggiando sempre nella prima metà della classifica. Così come fanno gli under 16 del sergente di ferro Giulio Cornelli, impegnati, come i loro colleghi maggiori dell’under 18 affidati a Luca Vezzani, nei gironi “elite” interregionali: il che ha rappresentato per le due formazioni una promozione e al contempo una bella sfida. Senza dimenticare poi una formazione under 16-B, gestita da Simone Cocconi, messa in piedi giusto per poter far giocatore l’intero e ricco parco giocatori di questa fascia di età.
Per cui, tirate le somme, eccoci di fronte ad un movimento giovanile che si attesta sulle 200 unità.
Tanto ribollir di fughe e placcaggi porta alla più piacevole delle conseguenze: un fiorire di talenti individuali che tendono a striare di rossonero reggiano l’azzurro della nazionale.
Così a Ivan Perrone, già nazionale in pianta stabile dell’under 20, si vanno man mano aggiungendo altri riconoscimenti. Dal 3 al 6 gennaio David Michael Odiete e Marco Fontanesi (entrambi classe 93) saranno a Pomezia per un raduno dell’under 17; negli stessi giorni Andrea Torlai, già pedina fissa in prima squadra, è stato convocato a Tirrenia per un raduno dell’under 19, mentre suo fratello Alessandro, per non esserne da meno, tanto si è impegnato da essere chiamato, assieme a Metteo Fiorini, ad una selezione regionale finalizzata all’inserimento nell’Accademia Federale del Nord-Ovest. Nella quale si studia (obbligatoriamente) e si gioca (finalmente): tanto per non dimenticarci che il rugby è prima educazione alla vita e poi sport.

 

Renato Ballabeni

Archiviato in: Societa'


Stampa  
download comedy movies