31.05.09 U 11 a Modena … ma anche a Piacenza
Anche quest’anno sportivo volge al termine ed il 31 maggio ci troviamo a salutare i nostri campi da gioco a Modena, proprio dove il 28 settembre avevamo giocato la “prima di campionato”.
Il “ gioco volenteroso ma poco organizzato dei quindici reggiani “ che erano scesi in campo è soltanto un ricordo e la squadra schierata oggi ha dato sfoggio di organizzazione, volontà, determinazione e tecnica.
In poche parole al pari di un saggio di fine anno han fatto vedere tutto, ma proprio tutto quello che sono riusciti ad imparare. Un occhio ipercritico direbbe che siamo lontani dalla perfezione ma ogni giocatore sceso in campo oggi ha superato il suo limite conquistando l’approvazione del pubblico degli affezionati familiari che non ha smesso di sostenerli neanche un secondo.
Fabio Boni, Gabriele Messori, Giacomo Messori, Giulio Ferrari, Luca Bonacini, Manuel Riccardo, Matteo lince Bedogni, Omar Lerose, Ossama Abdelmoez, Rebecca Braglia, Tommaso Gennaro capitanati da Andrea Palomba, fin dal primo minuto di gioco han dato modo di dimostrare che il trend positivo iniziato dopo Ferrara (per intenderci), poteva ancora continuare. Cocco ed io, che li abbiamo guardati per tutto il tempo come una male assortita coppia di genitori, siamo stati illuminati dalla speranza di poter fare qualcosa di buono anche il prossimo anno che, a causa dello spostamento agli “anni pari”, comporterà una totale rivoluzione di gioco.
Ma i nostri piccoli atleti non si sono lasciati spaventare e sembrano già da ora pronti ad affrontare la nuova avventura.
Giunto a casa alla domanda “come è andata?” mi son sentito rispondere frettolosamante: -stravinto, vinto, straperso – che in effetti è l’estrema sintesi della giornata di oggi sotto il profilo dei risultati: 9 – 0 col Vignola, 6 – 4 col Modena B, 0-6 col Modena A che, ancora una volta, ha mantenuto a casa il primato cittadino.
Ma sono state talmente tante le emozioni regalate da ognuno dei nostri ragazzi che qualsiasi risultato non potrebbe descriverle neanche in minima parte.
Una giornata grigia da un punto di vista atmosferico ma che si è tinta dei colori del divertimento, del bel gioco, del piacere di incontrare amici più che avversari.
Inevitabilmente l’incontrollabile anarchia delle emozioni porta il pensiero ad una splendida giornata di sole, (caldo troppo caldo), trascorsa non più di una settimana fa nei campi di gioco dei Lyons di Piacenza dove nell’allegro concerto di quasi duecento U 11 è stato disturbato dal canto stonato degli Amatori Parma.
Come molti di noi sanno la pluridecorata società della confinante provincia, a dispetto delle più elementari regole di civiltà e di sport, ha annoverato tra le proprie file tre giocatori (tra di loro fratelli), regolarmente tesserati nel Rugby Reggio.
Assicurati dalla nostra segreteria che nessuna richiesta fosse giunta in merito ad un eventuale trasferimento facevamo notare l’irregolarità alla direzione del torneo suggerendo un diplomatico compromesso ovvero che gli Amatori parma potessero continuare a giocare le partite come da calendario ma che delle stesse venissero comunque invalidati i risultati (qualcosa di simile al 2 a 0 a tavolino); la direzione ha deciso invece che i ragazzi in questione non dovessero più continuare il torneo.
Questa decisione non è stata accettata dall’allenatore della U11 e dal padre dei tre fratelli che, vittime probabilmente di una endogena arroganza, hanno aggredito con invettive ed insulti il nostro dirigente accompagnatore Messori e con ingiurie e percosse me stesso.
Nessuno di noi ha risposto agli insulti ed alla violenza, sorretti nel comportamento dalla maturità ma soprattutto dall’educazione e dal rispetto per i piccoli involontari spettatori verso i quali in qualità di educatori e genitori: abbiamo infatti l’obbligo di essere esempio per la loro crescita e di non compromettere il rispetto che, anche se adulti, non ci è dovuto a divinis ma comporta una conquista continua e costante.
Una scena disgustosa come quella offerta dagli Amatori Parma domenica va di certo nella direzione opposta e parafrasando ancora una volta la frase della pubblicità è con soddisfazione che diciamo che il nostro sport è differente e con orgoglio sosteniamo di essere annoverati tra le società che di questa differenza dimostrano di essere gli alfieri.
L’arroganza dimostrata in campo deve avere contagiato anche chi scrive nel sito del club del Parma poiché, vi invito a verificare, nonostante l’accaduto, la giornata ed i risultati sono oggetto di trionfalismo e, cosa che lascia perplessi, i nomi dei tre fratelli sono riportati senza pudore alcuno nel novero dei partecipanti tra le file della società.
Con l’ottimismo che mi contraddistingue posso lasciare alla dirigenza della società parmense una sola chance: i protagonisti delle vergognose scene proposte in quel di Piacenza hanno taciuto ai dirigenti le loro disonorevoli performance, ma so di sicuro che la nostra dirigenza ha inoltrato formale reclamo e quindi anche loro dovrebbero essere al corrente di quanto accaduto; ci aspettiamo che Comitato Regionale e l’Amatori Parma prendano le distanze da questi soggetti prima di esprimere giudizi.
Ma se la cosa non dovesse succedere credo che ognuno di noi abbia il diritto di pensare il peggio e tutti insieme il dovere di isolare chiunque faccia un modus operandi di questo atteggiamento e/o si renda colpevole di un complice silenzio.
Torniamo a noi e, abbandonando le brutture del mondo, riprendiamo in breve il positivo bilancio dell’anno trascorso che ha visto quaranta bambini,alcuni al pari di meteore i più con assiduità e costanza, calpestare i nostri sofferenti campi da gioco.
Troppo ce ne sarebbe da raccontare ed in parte lo abbiamo fatto nei singoli articoli scritti e pubblicati sul nostro sito e sul giornalino.
Ma la tradizione del rugby è fondamentalmente orale e per questo l’appuntamento è a venerdì 5.06.09 h17.00 campo Assalini dove ci aspetta la festa di fine anno, giochi, piccoli tornei, premiazioni e poi a raccontarcele tutte, fino a notte fonda … e oltre.
Cocco ed io vi aspettiamo, anche questa volta, TUTTI.
Charlie p. Commisso