creato 18 marzo 2009 08.43
Da Colorno a Roma
Alle otto del mattino di sabato 14 marzo comincia la nostra pacifica “marcia su Roma”, dove ci attende il 4° match del Sei Nazioni di quest’anno. Ospiti i gallesi che, dopo una partenza a spron battuto, hanno subito una cocente sconfitta dai galletti d’oltralpe appena 15 giorni fa. Naturalmente dopo le pessime figure d’annata a cui ci ha abituato la nazionale abbiamo affrontato il viaggio con poche aspettative, e la nebbia mattutina ci è sembrata una metafora della lucidità dei nostri giocatori.
Dopo un piacevole viaggio in compagnia dei “cugini” di Canolo, un caldo sole e un Flaminio (tempio tricolore del nostro sport) in forma smagliante attendevano i fortunati giocatori delle giovanili reggiane per sommarli ai trentaduemila spettatori in rosso e azzurro che con noi hanno atteso il calcio di inizio.
Si è capito da subito che oggi i nostri orchestrali avevano in mente un’altra sinfonia e il coro azzurro ha condotto le danze (alimentando le speranze di vittoria) fin quasi al settantesimo, quando inesorabilmente i dragoni hanno affondato la zampa nella nostra meta dando una ulteriore lisciatina al cucchiaio di legno già conquistato in quel di Edimburgo.
Non male una partita giocata con i piedi (cinque calci piazzati e milioni di calcetti in avanzamento) che ha messo in difficoltà i gallesi e regalato emozioni a migliaia di tifosi che, forse, hanno fatto pace con i gladiatori in azzurro.
Dopo l’ennesimo appello di Fabrizio, che per tutto il viaggio ha dimostrato di essere un ottimo capogruppo, al ritorno qualcuno al telefonino descriveva il campo di gioco “… talmente bello da sembrare finto …” niente di strano ma, non più di una settimana fa al concentramento di Colorno, giocato straordinariamente di sabato pomeriggio, il commento osservando il loro campo è stato uguale e contrario: “è cosi bello che sembra vero”.
Ed infatti gli under 11 reggiani in formazione mista (98 e 99) hanno affrontato i pari età di Modena Parma e Colorno/Farnese su un ettaro di campo sintetico.
Il sovraffollamento del campo (dopo di noi si sarebbero affrontati gli U 13), e la conseguente concitazione non mi hanno permesso di fare due chiacchiere con gli amici del Colorno per avere qualche curiosità in più sul campo di cui sembrano esserne fieri: sul loro sito infatti si legge “ campo in erba sintetica, omologato dalla F. I. R. per tutte le categorie a partire dalla Serie B (in deroga per la tribuna) in giù, è il secondo impianto in Italia a livello di Rugby Dilettantistico (l’altro è a Recco, Campionato Nazionale A2). Come noto, la realizzazione era diventata ormai una priorità per la società colornese, vista la necessità di trovare spazi agibili dove allenarsi da parte delle tante squadre a disposizione della stessa e le condizioni atmosferiche non miti nel periodo invernale, che in questa stagione hanno portato a diversi rinvii di gare ufficiali…”
La cosa buffa è che in occasione di un precedente torneo ci avevano detto “… vi abbiamo copiato l’idea, facciamo anche noi il campo sintetico….” ma quel fantastico campo in sintetico di cui la ditta ditta costruttrice dice: - … stesse prestazioni del campo in erba naturale … manto erboso in polipropilene … granuli di gomma termoplastica assolutamente atossici, che garantiscono la massima sicurezza dell'atleta ecc .– noi non ce lo abbiamo ancora, ma i nostri campioni in erba (quella naturale, da erbazzone per intenderci), hanno dato comunque filo da torcere a squadre che nei precedenti incontri ci avevano surclassato, ed hanno portato a casa due sconfitte di misura, due pareggi, ed un rinnovato morale.
Speriamo sia così anche per quei “grandoni” della nazionale e che da Colorno a Roma sia tornata a TUTTI la voglia di giocare.
Cocco ed io siamo pronti il resto spetta a voi.
Charlie p. Commisso