creato 19 febbraio 2009 10.58
U 11 a Modena. 15.02.09
In un una bella giornata d’inverno, fredda e asciutta quanto basta, con un sole che ha illuminato per tutto il tempo il fantastico rettangolo di gioco dello stadio del rugby modenese, abbiamo finalmente giocato la prima partita del 2009.
Ci sono tanti modi di dire quando le cose vanno storte e se ci fosse stato al campo quel comico di Zelig, Giovanni ‘gilez’ Vernia , e avesse visto la performance dei nostri ragazzi avrebbe detto, a giusta ragione: “DISASTRO”.
In effetti se ci limitiamo all’analisi delle partite giocate non c’è molto altro da aggiungere.
Ho provato a chiedere un parere ad alcuni fra i nostri tifosi ed ho dovuto constatare, con un sentimento che racchiude soddisfazione e rammarico, che la nostra compagine ha al seguito una tifoseria sempre più competente. Soddisfazione e rammarico dicevo perché si, è bello parlare di rugby con si intende di rugby, ma questo comporta che ormai siamo esposti alla “feroce criticadel pubblico”, ed i commenti che si sono succeduti ve li riporto qui di seguito: “… schierati male … si sostenevano poco … arrivavano tardi nei raggruppamenti … pochi passaggi … pochi placcaggi …” ce n’è già abbastanza per descrivere una giornata nata male e finita peggio.
Ma Ibrahim Adjal, Nur Adjal, Matteo ‘lince’ Bedogni, Luca Bonacini, Fabio Boni, Rebecca Braglia, Dylan Crepaldi, Tommaso Gennaro, Filippo Guerra, Omar Lerose, Giacomo Messori, Irene Messori, Saviour Obasuyi, Andrea Palomba, Manuel Riccardo, Marco Saletti, Simone Tonti, hanno risposto presente all’appello fatto prima di entrare in campo e, con la clemenza dei direttori di gara, che hanno saputo rimodulare il calendario degli incontri, i nostri ragazzi hanno saputo spendere fino all’ultima energia per permetterci di mettere in campo due squadre.
No, non vi sto giustificando: Cocco ed io siamo abbastanza arrabbiati da non fare sconti, sto solo dicendo che, anche se siete “colpevoli “di tutti gli errori e le manchevolezze che hanno notato i nostri acculturati spettatori, c’eravate, eravate in campo per difendere i colori della nostra squadra, un tentativo non proprio riuscito perché, lo sappiamo, potete fare di più e meglio perché siete bravi.
“Il ragazzo è intelligente ma non si applica”, dicevano i professori ai miei tempi, e quindi saper fare e non dimostrarlo la domenica in campo è forse la cosa peggiore che ci possa capitare.
Come fuochi d’artificio esplosi qua e la ogni tanto si è visto il talento di singoli ma ci è mancata la cassa infernale. E tra questi piccoli fuochi, agli occhi degli spettatori, si sono distinti Omar e Rebecca meritandosi una menzione particolare.
Purtoppo avendo una squadra rimaneggiata da assenze ingiustificate anche noi allenatori abbiamo dovuto fare un po’ i funamboli per permettere a tutti di giocare in giusta misura sia nella squadra A che nella squadra B, e quindi non abbiamo potuto apprezzare in pieno le prodezze dei due campioni, ma se si sono distinti penso che ci sia un solo motivo: in partita hanno superato il loro limite, di poco o di molto non lo so, ma sono sicuro che l’hanno superato.
Beh, lo abbiamo detto anche nello spogliatoio, il nostro prossimo impegno è questo, fare ogni volta un po’ meglio della volta prima.
Non ci vuole molto: un placcaggio in più, un passaggio fatto bene, correre a sostegno, e poco altro. Un po’ meglio ogni giorno è come mettere le monetine nel salvadanaio: alla fine per gioco, ti trovi un gruzzoletto.
Buon lavoro e buon divertimento a tutti.
Charlie p. Commisso