PERCHE' IL RUGBY ?
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Perche ' e' uno sport idoneo a stimolare convenientemente capacita' potenziali e comportamenti degni ; perche' puo' rivolgersi ai giovani per mezzo di una attivita' PSICO-FISICA compensatoria e liberatoria; perche' contiene adeguati ruoli in cui possono essere soddisfatte quelle esigenze personali e sociali delle quali i giovani sono portatori
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Nel Rugby cede l'agonismo individuale, il virtuosismo del singolo, per lasciare il posto all'ascesa del " gruppo " nel quale le competitivita' individuali, prima si compongono, poi si fondono, risolutive, secondo schemi prestabiliti, traducendo i contributi e le capacita' di tutti nella storia dell'evento.
E' questa vita di " gruppo " una caratteristica specifica del rugby.
Viverla significa tendere verso quella finalita' formativa che sta tanto a cuore alle comunita' sane, perche' essa finalita' ha come supporto una genuina educazione alla socialita' ( Da " SPORT E PERSONALITA' VALORE EDUCATIVO DELLO SPORT - IL GIOCO DEL RUGBY " di Giannino Scuderi e Aldo Invernici - 1982)
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Lo sport del Rugby - Il gioco del rugby è sicuramente qualcosa di più di un semplice sport. E’ un modo diverso , forse di intendere la vita.
E’ certamente una lotta, un combattimento anche duro ma sempre nel rispetto delle regole
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Il rugby è un gioco per tutti: servono infatti atleti alti e robusti ma anche altri piccoli e sguscianti. Servono giocatori agili e veloci ma ci vogliono anche quelli pesanti per spingere indietro l’avversario.
Uno scrittore francese Jean Giraudoux, ha osservato e detto sono necessari "otto giocatori forti e attivi (la mischia), due leggeri e furbi ( il mediano di mischia e il mediano d’apertura), quattro rapidi e veloci (i trequarti), ed un ultimo modello di flemma e sangue freddo (l’estremo).
Una squadra di rugby è la proporzione ideale tra gli uomini in cui ognuno ha un compito specifico in relazione alle sue doti fisiche e morali".
L’unica cosa che tutti devono avere è lo spirito di sacrificio: il rugby infatti ha una enorme valenza sociale, è lo sport di squadra per eccellenza.
Le partite non le vince mai uno da solo, pur forte che sia , ma una squadra unita e compatta anche fuori dal campo.
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Storia del Rugby - Secondo la leggenda il rugby nasce in Europa nel 1823 nel prato della Pubblic School di Rugby, una graziosa cittadina inglese, dove è accaduto il fatto determinante per il futuro di questo sport.
Sembra che "l’inventore" sia stato un giovane studente irlandese, William Webb Ellis, che durante una partita di football con i compagni del college " con grande disprezzo delle regole allora in vigore, prese la palla in mano e corse rapidamente con essa portandola in meta determinando l’origine di una delle caratteristiche essenziali e distintive di questo sport.
Rugby è la città dalla quale questo sport prende il nome, poi si è sviluppato rapidamente nei maggiori paesi del Commenwalt: Nuova Zelanda, Australia e Sudafrica fino a divenirne il primo sport nazionale.
Nel 1883 venne disputato il primo torneo International Championship che diventerà nel 1910 il famosissimo Cinque Nazioni dove i paesi di Inghilterra, Scozia, Irlanda, Galles e Francia si affrontano annualmente in gare epiche e spettacolari. La federazione italiana rugby è nata nel 1928 e recentemente è stata accolta nel prestigioso torneo, divenuto ormai Sei nazioni.
L’Italia si è meritata questo riconoscimento internazionale per i straordinari successi sportivi avuti in questi anni, inoltre ha stupito il mondo della palla ovale vincendo nella prima partita d’esordio del torneo contro la blasonata Scozia.
Dalla nascita del rugby a tutto oggi l’International Board con sede in Inghilterra, rappresenta il centro politico ed economico di questo bellissimo sport, detta le regole del gioco e il meccanismo attuale di assegnazione dei punti: 5 punti la meta, 3 punti i drop (calci di rimbalzo) e i falli di punizione, 2 punti i calci di trasformazione dopo la segnatura della meta.
Dopo molti anni di rifiuto giustificato dal fatto che chi praticava questo sport era un dilettante, l’International Board nel 1987 con l’avvento del rugby professionistico ha finalmente deciso di organizzare anche per il rugby la prima coppa del Mondo che si è svolta in Nuova Zelanda e che si ripete ad intervalli regolari ogni 4 anni.
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Le strutture del gioco - Il gioco del rugby è praticato da squadre composte da 15 giocatori suddivisi in due reparti la mischia formata da 8 giocatori: 3 in prima linea (un tallonatore e due piloni), due in seconda linea e 3 in terza linea (la terza centro e due terze ali); i trequarti formati da 7 giocatori: 2 mediani (mediano di mischia e di apertura), 2 centri (primo e secondo centro), 2 ali (ala aperta e chiusa) ed un estremo, siedono in panchina 7 giocatori.
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Il terreno di gioco è costituito da un terreno erboso lungo da porta a porta, da 95 a 100 mt e largo da 65 a 69 mt.
Le porte a forma di H sono costituite da una traversa alta dal terreno 3,50 mt e larga 5,60 mt .
La porta costituita da pali molto alti, quando viene superata dal pallone dopo un calcio a terra da parte di un giocatore della squadra avversaria dà diritto a 2 o 3 punti a seconda se è un calcio di punizione (3 punti) o un calcio di trasformazione della meta (2 punti).
Le porte sono piantate su una linea chiamata linea di meta che corre parallela al lato più corto del rettangolo e che superata in qualsiasi punto della sua larghezza, appoggiando il pallone a terra nell’area di meta dà diritto alla squadra che la segna di prendere 5 punti a suo favore.
Il campo da gioco è diviso in due metà uguali, le quali a loro volta sono divise da altre due linee: una denominata la linea dei 22 mt che è determinante per i calci diretti in linea laterale (linea di touche) e quella dei 10 mt che è fondamentale nei calci di invio del gioco che si svolgono con un drop (calcio di rimbalzo a terra) all’inizio dei due tempi o dopo aver subito dei punti (meta o calci di penalizzazione).
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Il pallone che si utilizza in questo gioco è di forma ovale, può essere di pelle o più normalmente di materiale sintetico con delle particelle esterne facilitanti la presa delle mani, sono di diverse misure a seconda dell’età dei giocatori.
Per gli adulti si utilizzano i palloni del cinque con le seguenti misure: la lunghezza dell’asse maggiore 28-29 cm, circonferenza massima 76-79 cm, circonferenza minima 60-65 cm, il peso varia da 375-425 grammi.
La partita dura 80’ suddivisa in due tempi di 40’ ciascuno e separati da un intervallo di 5’, durante il quale i giocatori non vanno negli spogliatoi ma rimangono insieme sul campo.
L’equipaggiamento dei giocatori è costituita da una maglia di cotone o sintetica molto robusta, di solito con delle strisce orizzontali che richiamano i colori sociali, da calzoncini, calzettoni e scarpe da gioco del tutto simili a quelle del calcio.
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Il rugby educativo - Il gioco del rugby educativo è perfettamente in sintonia con la programmazione delle attività scolastiche della scuola elementare e media inferiore, i cui obiettivi educativi dichiarati sono: la formazione dell’uomo e del cittadino per mezzo di esperienze formative di vita di gruppo e di partecipazione sociale, sia con i programmi della scuola superiore i cui obiettivi mirano al consolidamento del carattere, allo sviluppo della socialità e del senso civico, per mezzo di esperienze vissute di pratica sportiva, sia come espressione della propria personalità che come strumento di socializzazioni
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Il gioco del rugby è uno sport che privilegia come pochi, i vari aspetti dell’intelligenza motoria, quali l’intuizione, l’anticipo, l’ispirazione, l’immaginazione, la fantasia, l’astuzia e la rapidità tanto nel pensare quanto nell’eseguire una azione.
Il rugby educativo è una attività che sviluppa tutte queste qualità e che si adatta benissimo a tutti gli alunni e le alunne dagli 8 anni in su e che si pone come obiettivo quello di privilegiare un esercizio fisico completo oltre ad essere una scuola di fair play e di correttezza.
Il rugby educativo può essere svolto tranquillamente anche in palestra giocando a toccare, con squadre ridotte (5-6 studenti) dove l’avversario si ferma anziché con il placcaggio, con un tocco a due mani dietro la schiena oppure togliendo lo scalpo (un fazzoletto infilato dietro ed esposto una 30 di centimetri fuori dai calzoncini)
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Nel rugby educativo si utilizza inizialmente il metodo globale (gioco generale che coinvolga emotivamente e motoriamente tutta la classe): torello con la palla ovale o gioco dei 10 passaggi. Si inseriscono gradualmente le prime regole, passaggio a due mani all’altezza del tronco (tra il bacino e le spalle), vietato toccare chi non ha il pallone, passaggi indietro e avanti e apprendimento della segnatura della meta: appoggiare il pallone a terra, senza lanciarlo, nell’area di meta.
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L’insegnante con la palla in mano, ogni qual volta uno dei ragazzi ha toccato l’avversario o ha commesso un fallo, consegna il pallone alla squadra avversaria prestando attenzione di coinvolgere anche gli alunni più timidi o meno atletici cercando di stimolare la capacità individuale (velocità e rapidità) per battere l’avversario.
Tutti possono giocare a questo sport, i grassi e i magri, i piccoli e gli alti, con lo stesso entusiasmo e con le stesse possibilità di brillare e di divertirsi
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Dal metodo globale si passa all’analitico, staffette di corsa con passaggi e cambi d’angolo (finte) con le croci, l’esperienza e il piacere di superare l’avversario: 1 contro 1, la ricerca del compagno libero: 2 contro 1.
Successivamente si passa all’apprendimento della prima regola esclusiva del gioco del rugby: il passaggio volontario indietro e quindi il controllo della corsa una volta che ho passato la palla per essere nuovamente disponibile a ricevere il pallone dal mio compagno.
Una volta conosciuti questi principi da parte dei ragazzi, si fanno sperimentare queste nuove regole, riutilizzando il metodo globale mediante gioco controllato dall’insegnante e inserendo la regola del fuorigioco che non permette agli altri giocatori di trovarsi davanti al compagno in possesso del pallone
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Le caratteristiche fisiche e mentali del giocatore di rugby - Come tutti i giochi di squadra , anche il rugby obbliga a correre, saltare, passare la palla e in più ha una caratteristica particolare, è l’unico sport al mondo che ha la necessità di superare sul piano psicologico il problema affettivo di fermare l’avversario sul piano fisico, facendolo cadere a terra con la tecnica del placcaggio alle gambe
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Il placcaggio è una azione che consiste nel fermare il portatore di palla, lanciato alla massima velocità, cingendo con le proprie braccia i suoi fianchi per lasciarle successivamente scivolare, stringendole, fino alle caviglie per far cadere l’avversario.
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Il rugby richiede, inoltre continue variazioni di ritmo, elevata velocità di corsa e rapidità di esecuzione nei passaggi, agilità, coordinazione, destrezza oltre a spingere, lanciare, scattare e fintare (cambi d’angolo) Fisiologicamente è uno sport di potenza, forza, velocità e resistenza organica che sviluppa l’apparato cardio- respiratorio e le strutture muscolari.
Soprattutto, al di là degli indiscussi vantaggi organici e morfologici, forma dei ragazzi sul piano del carattere.
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Non a caso è lo sport che viene più praticato a livello scolastico di tutto il mondo, poiché viene considerato un mezzo insostituibile nella formazione della personalità e la sua pratica è obbligatoria in tutte le pubblic schools del Regno Unito e College e Università francesi.
Innanzitutto è lo sport di squadra formativo per eccellenza che insegna e tramanda da sempre concetti morali basilari della socialità come il rispetto delle regole e delle persone (è uno dei pochi sport al mondo che si permette di avere i campi da gioco senza recinzioni o barriere, dove i sostenitori delle squadre avverse sono a stretto contatto fra di loro e i giocatori in campo.
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L’unica preoccupazione che i tifosi hanno è quella di cantare e sostenere la propria squadra, non si sono mai riscontrati a nessun livello incidenti o problemi di nessun genere se non alla fine l’invasione di campo pacifica alla ricerca di autografi o magliette da parte dei loro beniamini).
E’ un gioco duro che educa i ragazzi ad una notevole tenacia, sia psichica che morale, insegna ad impegnarsi a fondo, ad assumersi delle responsabilità, ad essere coraggiosi, determinati e altruisti.
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E’ uno sport che dona il senso del lavoro di squadra, lo spirito dello sforzo collettivo dove ognuno concorre e partecipa con il massimo impegno al raggiungimento dell’obiettivo comune che è divertirsi, giocare e vincere.
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E’ un gioco che è a stretto contatto fisico con gli avversari, e deve essere praticato con estrema correttezza e rispetto delle regole e delle decisioni arbitrali (è rarissimo osservare episodi di inciviltà o maleducazione tra un giocatore e l’arbitro come spesso succede in altri sport, c’è un rispetto assoluto poiché lo stesso regolamento fornisce al direttore di gara gli strumenti necessari per reprimere duramente questi eventuali atteggiamenti).
In questo modo diventa una scuola di auto-controllo, di auto disciplina , di rispetto per se stessi e per gli avversari.
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Questo è il rugby, che si rivolge a qualsiasi tipo di alunno, non importa con quale struttura, perché esistono molti ruoli nella squadra dove la velocità bilancia la forza, la decisione l’incertezza, l’intelligenza il peso corporeo.
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E’ un gioco adatto a chi ha energie fisiche e nervose in eccedenza e sente la necessità di impiegarle in qualche cosa di costruttivo
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